Non è vero ma ci credo: lu Laurieddhu

Vi sarà capitato di entrare in una casa e sentire come una presenza familiare. Oggi lo definiremo
misticamente animismo, ma i nostri bisnonni o ancora i nostri nonni avrebbe dato a questa sensazione un
nome diverso:  lu Laurieddhu

L’anima della casa

Come diciamo sempre noi di Artéteca ogni luogo racconta una storia, ogni angolo e… ogni casa. Questo
perché ogni luogo ha un anima e l’anima della casa per i salentini si chiama  lu Laurieddhu, ma chi è costui?
Si tratta di uno spiritello dispettoso che si impossessa della casa e non fa che fare dispetti ai suoi abitanti. O
almeno così si racconta! Parliamo di una radicata credenza che in terra d’Otranto è passata attraverso molti
secoli e tradizioni per giungere ancora intatta fino ai giorni nostri o quasi.

Il nome Laurieddhu

Ma cominciamo da principio. Il nome di questo spiritello che assume diverse varianti a seconda della zona
in cui ci troviamo viene da un tempo assai lontano. Che lo si chiami Lauro come accade nel brindisino, o
Scazzamarieddu come lo chiamano presso il Capo di Leuca, questa figura deriva da i Lares, le divinità latine
della casa. Ma il nostro Laurieddhu è ben più capriccioso e dispettosi di quegli spiriti buoni così venerati
presso gli antichi romani. Eppure lo spiritello ha un fondo di bontà, infatti ama le donne e spesso, di notte,
le cavalca infastidendo i sonni dei loro mariti. Capricciosissimo il Lauro ha le sue simpatie e antipatie: se si è
nelle sue grazie porterà fortuna e denaro ma, in caso contrario porterà lo scompiglio in casa e in famiglia.
Insomma bisogna sperare di stare simpatico al proprio spiritello altrimenti… c’è da perdere il senno!

Le storie del Laurieddhu

Intorno al nostro spiritello, si sono raccontate mille e mille storie e basta interrogare un vecchietto a caso
nei paesi dell’entroterra salentino per farsi grosse risate sulle sue malefatte. Eppure di lui non conosciamo i
natali, né da dove arrivi, si sa soltanto che si intrufola nelle case dal comignolo della cucina. Per tentare di
tenerlo occupato, si racconta, bisogna mettere un sacchetto di sabbia appeso dietro alla porta così che lo
sciocco folletto passi il suo tempo a contare e ricontare i granelli.

Com’è il Laurieddhu

Dagli scritti di Sigismondo Castomediano sappiamo di più sull’aspetto del Laurieddhu. Si legge infatti che
doveva essere un omino piuttosto basso, gobbo e con le gambe direi storte. Ma non basta a farsi un quadro
preciso del suo aspetto, Castromediano aggiunge che le persone da lui interrogate lo facevano scuro e
piuttosto peloso, ma gli occhi, gli occhi erano vispi e lucenti, come quelli di un demonietto! Il segno
distintivo di questo folletto è un capiddhuzzu, ovvero un capello rosso. Si dice che per domarlo e far sì che
porti denaro al padrone di casa, bisogna sottrargli quel cappello e guai a ridarglielo. Anche se frigna come
un bambino, non lo è affatto! Perciò fate attenzione: cercate prima di ottenere il vostro scopo!

Leggende?

Racconti, favole e leggende, retaggi di un mondo al tramonto, un mondo popolato da una magia narrativa
che noi di Artéteca vogliamo afferrare per le caviglie per evitare che voli via con gli ultimi portatori di quella
memoria. Una preghiera a voi razionali uomini del futuro prossimo venturo:

non dimenticate di lasciare un pò di sabbia dietro alle vostre porte per lu laurieddhu

credere alle favole non favole non ha mai fatto male a nessuno, e se ve lo diciamo noi di Artéteca, potete fidarvi!