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Teatro: patrimonio condiviso di racconti

Cos’è il teatro?

“Narrami, o musa, dell’eroe multiforme, che tanto
vagò, dopo che distrusse la Rocca sacra di Troia:
di molti uomini vide le città e conobbe i pensieri,
Racconta qualcosa anche a noi, o dea figlia di Zeus.”

Racconta, a noi mortali, o Musa, perché possiamo conoscere, perché nel tuo racconto c’è la nostra storia. I versi che aprono l’Odissea ci ricordano che non c’è cultura che non si fondi su un patrimonio condiviso di racconti. Siamo una specie narrante, la narrazione è lo strumento con cui comprendiamo le nostre azioni.

La memoria, la storia orale, il teatro

teatro arteteca turismo teatraleLa memoria, luogo privilegiato di formazione dell’identità culturale, si nutre di immagini e storie vissute, di trame e racconti. Memoria collettiva e memoria individuale, memoria dei luoghi e memoria degli eventi, memoria ufficiale e memoria rimossa: sono tutti aspetti che riguardano il rapporto fra il nostro presente e l’eredità del passato, insieme alla capacità di narrare sia l’uno sia l’altra.
La tradizione orale, strumento di trasmissione della memoria, deve mantenere la sua forma, sarebbe un ossimoro tentare di trascrivere quello che nasce solo per essere “cuntato” verbalmente da vivente a vivente, per essere ricordato e tramandato. Gli uomini, da sempre, hanno bisogno di immedesimarsi nelle storie e nei “cunti”, hanno bisogno di vivere le maschere per liberarsi dalle fatiche della vita concreta e vanno alla ricerca di quei narratori e affabulatori che sappiano imbastire storie avvincenti e farle muovere su una scena, farle divenire gesti nelle gesta.
Sono molte le analogie fra teatro e fonti orali: la relazione in presenza, l’intersoggettività, la performatività. La specificità relazionale delle fonti orali corrisponde inoltre alla specificità relazionale del linguaggio teatrale:

  • la relazione intersoggettiva e spaziale (teatrante/spettatore; palco/platea) che fonda l’atto spettacolare;
  • la relazione fra il presente in cui si parla e il passato di cui si narra.

La ricerca sulla parola teatrale e sulla sua duplice connotazione, scritta ed orale, attinge dalla letteratura medievale e diventa messinscena, un tempo popolare, oggi inserita nell’offerta teatrale contemporanea. La compresenza di oralità, scrittura e recitazione caratterizza, quindi, un genere di narrazione teatrale che proviene dal passato ma che si arricchisce grazie all’inserimento di personaggi-simbolo.
La lingua teatrale, risulta fortemente performativa nelle sue componenti più profonde e strutturali, ricca di segnali linguistici legati all’actio dialogica, ma che lasciano ricostruire un più complesso ambito performativo, al tempo stesso parlato e agito. Spesso i verbi pronunciati mostrano forti valenze performative, il rapporto tra i personaggi, quindi, così come tra gli attori e il pubblico, si struttura interamente sul campo linguistico. Uno spettacolo non può che consistere di voce, musica e gesti per poter sviluppare le sue potenzialità, in quanto inconcepibile al di fuori della dimensione sonora e visiva realizzata hic et nunc per un pubblico.

Teatro: memoria per il futuro

La memoria è sempre per qualcuno. Può riallacciare fili interrotti, saperi dimenticati, energie disperse; può stimolare una necessità di confronto col passato e narrare l’anima di un luogo. Da questo percorso di ricerca, e voglia di coniugare il teatro al turismo, nasce Artéteca e le sue performance che scavano nella memoria e raccontano le storie dei luoghi perché trovino agganci nelle memorie dei viaggiatori. L’irriproducibilità dell’evento dal vivo è una caratteristica specifica del teatro, questo aspetto rende i racconti di chi è stato presente e ha vissuto un evento teatrale particolarmente preziosi. Ed è questa la specificità e l’unicità dell’offerta culturale di Artéteca.